Come cambierà il mondo con la guida autonoma

Come cambierà il mondo con la guida autonoma

15 giugno 2018 1 Di Xfind.it

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Il mondo si trova davanti ad enormi rivoluzioni che cambieranno il panorama sociale così come lo conosciamo. Secondo i futurologi (parola un po’ astratta, lo riconosciamo), gli elementi che più di altri cambieranno la nostra quotidianità saranno la robotica, l’intelligenza artificiale e la guida autonoma. In questo articolo andremo a capire cosa cambierà nelle nostre vite con l’ultima di queste tre grandi rivoluzioni dei prossimi anni: la guida autonoma.

Quando arriverà?

Parlare di guida autonoma a chi non mastica innovazione è come spiegare a un mulo la teoria della relatività. Tutti infatti sembrano negare che la guida autonoma sia dietro l’angolo. Tutti vogliono negare l’evidenza: la guida autonoma è un futuro davvero molto prossimo. Già entro il 2018, il carismatico (e un po’ folle) Elon Musk, patron di Tesla, promette un aggiornamento software sulle proprie autovetture che dovrebbe permettere la guida autonoma. Crederci? No, non crediamo che ciò possa essere possibile. Almeno se per guida autonoma intendiamo la guida totalmente autonoma, quella cioè che permette agli occupanti dell’automezzo, di non preoccuparsi di nessuna fase del trasporto, quella cioè di Livello 5.

Vediamo di seguito quali sono i livelli di guida autonoma universalmente riconosciuti:

  • Livello 0: nessuna automazione.
  • Livello 1: guida assistita (presenza di supporti e di segnalazioni al guidatore).
  • Livello 2: automazione parziale (la macchina può frenare da sola e riprendere la velocità autonomamente, è già presente in molte vetture “normali”).
  • Livello 3: automazione condizionata (primo livello di vera automazione, direzione del veicolo compresa. Necessaria comunque la presenza di un guidatore.)
  • Livello 4: alta automazione (con questo livello l’automobile è in grado di guidare in completa autonomia ma è richiesta la presenza umana per i tratti più complicati come montagna, traffico ecc. e per le emergenze).
  • Livello 5: guida interamente autonoma (una vettura che raggiunge questo livello di automazione non ha teoricamente bisogno del volante in quanto è in grado di portare gli occupanti a destinazione in ogni situazione).

Dove si è arrivati fino ad oggi?

Chi si intende di automobili sa che il livello di automazione massima raggiunto oggi è il quarto. E non senza problemi. Infatti sono ormai molti, purtroppo, gli incidenti avvenuti a vetture con guida autonoma di Livello 4 (vedi i casi di Tesla e Uber). Molti osservatori lamentano che probabilmente si sta spingendo troppo sull’acceleratore dell’innovazione, mettendo a repentaglio la vita dei passeggeri e gravando la crescita di una tecnologia che è, sì quasi pronta a rivoluzionare le vite di tutti, ma che ha bisogno ancora di tempo. Un esempio è la critica mossa contro Tesla la quale ha chiamato “Autopilot” il proprio sistema di assistenza alla guida. Un nome che fa credere ai non addetti ai lavori che la vettura sia in grado di spostarsi da sola. Ma così non è, e gli incidenti, anche mortali, lo dimostrano. Il Livello 4 non permette di sedersi sul divano posteriore e sfrecciare ai 150Km/h lasciando guidare la propria Tesla Model S come recentemente ha fatto qualcuno (arrestato dalla polizia, per fortuna).

I prossimi aggiornamenti promessi da Elon Musk aumenteranno sicuramente la sicurezza e l’affidabilità delle vetture Tesla in fatto di guida autonoma, ma saremo ancora molto lontani da un Livello 5 vero e proprio. Proprio secondo Musk la guida autonoma di Livello 5 arriverà entro fine 2019, sarà da crederci? Ricordiamo che stiamo parlando dell’imprenditore che recentemente ha messo in commercio un lanciafiamme, sì un lanciafiamme, dichiarando che questo non sia assolutamente pericoloso. Qualche dubbio sulle sue dichiarazione sorge quindi spontaneo. Ma insomma, facendo una previsione di massima, la guida autonoma dovrebbe essere reale entro circa cinque anni per diffondersi poi nel mondo, in modo graduale, durante la seconda metà degli anni ’20.

Come cambierà il mondo con la guida autonoma

Il primo grande effetto della guida autonoma riguarderà probabilmente il concetto del possesso degli automezzi. Chi avrà bisogno di possedere un’auto quando questa resta inutilizzata per il 90% del tempo (continuando però a gravare sul portafoglio tramite le spese fisse)? Sarà molto probabile una diffusione del concetto di pagamento per utilizzo, piuttosto che di possesso.

Facciamo un esempio

Siamo nel 2014. Franco deve spostarsi per andare a prendere la propria ragazza e portarla a cena in un bel ristorante. Franco clicca sull’applicazione (simile a quella odierna di Uber) con la quale chiama una vettura di buon livello (vuole fare bella impressione). Presto la macchina autonomamente arriva a prenderlo sotto casa. Franco si siede dietro e dice alla macchina di andare da Francesca. La vettura procede nel traffico, fa salire Francesca e poi porta la coppia al ristorante. La macchina lascia i due ragazzi proprio di fronte alla porta del ristorante e se ne va (Franco potrebbe anche decidere di farla parcheggiare vicino, ma non ne vede il motivo). Finita la cena Franco chiamerà un’altra vettura che farà il percorso inverso.

Il giorno successivo, salutata Francesca, Franco deve portare in discarica dei mobili che ha smontato dalla sua casa. Con l’applicazione chiama un furgoncino che lo aiuta in questo compito. Finito anche questo lavoro Franco vuole andare in piscina, per arrivarci chiamerà una piccola auto (tipo Smart) che lo porterà in piscina, risparmiando così sul costo. Per il weekend prenoterà un furgoncino per andare in gita con gli amici.

Cos’è cambiato?

Dall’esempio risulta che il concetto di possesso potrà essere superato semplicemente, anche perché i vantaggi di avere sempre il mezzo adatto alla situazione è impagabile. Un altro concetto che decadrà sarà probabilmente quello del parcheggio. Come abbiamo visto nell’esempio, Franco quando è andato al ristorante non ha parcheggiato la vettura, ma l’ha utilizzata come fosse un taxi. Ed è proprio quello che le macchine del prossimo futuro saranno: dei taxi autonomi, sempre disponibili e adeguati alle nostre necessità.

Il tempo

Un altro concetto che probabilmente sarà ridefinito dalla grande rivoluzione autonoma alle porte è quello del tempo. Se non dovremo più guidare, durante gli spostamenti saremo più liberi di svolgere molte azioni per le quali oggi dobbiamo necessariamente trovare il tempo. Ecco che allora l’automobilista pendolare potrà guardare Netflix, aggiornare i social, lavorare, dormire o quant’altro, proprio durante quegli spostamenti che fino ad oggi hanno rappresentato soltanto una grande perdita di tempo.

I trasporti

La rivoluzione che verrà porterà grandi cambiamenti anche al sistema di trasporti come oggi lo conosciamo. È infatti assurdo credere che una rivoluzione come la guida autonoma, paragonabile all’invenzione del motore a scoppio o dell’elettricità, non coinvolga anche il mercato dei trasporti ferroviari e aerei. Pensiamo a tutti quegli spostamenti a medio raggio che improvvisamente diventeranno più comodi in auto piuttosto che in treno. Certo saranno da capire i costi, ma di sicuro la rivoluzione toccherà molto di più che il solo traffico stradale.

I posti di lavoro

Questo è un argomento delicato. Saranno molti infatti i posti di lavoro che salteranno a causa del venir meno della figura dell’autista, del taxista o del guidatore. Mentre già oggi si parla di camion a guida autonoma, sono molti i professionisti del settore che temono un futuro di crisi occupazionale. E purtroppo fanno bene a temere. Se già il mercato delle auto a batteria eliminerà molte figure (come quelle del meccanico o del benzinaio per fare qualche esempio), la rivoluzione della guida autonoma taglierà molte altre teste. Certo ci saranno nuove figure professionali nascenti, soprattutto tecnici e sviluppatori software, ma il bilancio finale sarà quasi sicuramente negativo. E ciò avverrà in un contesto in cui le altre rivoluzioni di cui parlavamo all’inizio dell’articolo, intelligenza artificiale e robotica, non saranno più gentili verso l’occupazione umana. Sarà quindi probabilmente necessario, per la società del futuro, reimpostare le meccaniche sociali a seconda dell’impatto di queste prossime rivoluzioni. Ma questo sarà argomento di un altro articolo.

I rischi

Al momento la guida autonoma presenta ancora alcuni rischi e, come già detto, i recenti incidenti lo dimostrano. La tecnologia è ancora relativamente nuova e deve evolversi dando tempo alle persone di accettarla e al mondo di adeguarsi. Infatti, il più grande problema delle auto a guida autonoma attuali, è che devono muoversi in un mondo di umani, con tutte le variabili che ciò comporta. Per assurdo le macchine di domani, che saranno anche più evolute, troveranno anche un mondo più semplice in cui spostarsi, proprio perché nel frattempo la guida autonoma sarà cresciuta numericamente.

In ogni caso le strade del domani si prospettano molto più sicure di quelle di oggi, proprio perché la guida autonoma non sarà soltanto comodità, ma anche sicurezza. E su questo non ci dovranno essere errori.

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